
Negli ultimi anni 1,2 milioni di italiani hanno subito un episodio di revenge porn e 550mila giovani tra i 18 e i 24 anni sono stati vittime di cyberbullismo. È quanto emerge dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, diffusa in occasione della Giornata Europea contro le Molestie del 25 febbraio.
Il quadro che ne deriva è netto: cyberstalking, furti di identità, diffusione non consensuale di immagini intime sono fenomeni sempre più diffusi e con impatti significativi sul piano personale e reputazionale. Eppure, resta ancora limitata la conoscenza delle polizze assicurative che possono offrire una tutela in questi casi.
Le coperture contro il cybercrime sono generalmente inserite in polizze più ampie, come quelle per la casa o per la responsabilità civile del capofamiglia. Talvolta sono già comprese nella garanzia principale, in altri casi richiedono l’attivazione di un modulo aggiuntivo.
Sul piano operativo, le polizze prevedono strumenti di protezione dei dispositivi e dei dati personali, ma anche interventi concreti in caso di danno. Le compagnie possono mettere a disposizione specialisti per la rimozione di contenuti lesivi pubblicati online – dalla diffamazione alle offese diffuse tramite social, blog o siti web – e offrire sistemi di monitoraggio in grado di individuare informazioni sull’assicurato presenti anche nel dark web.
Accanto alla tutela tecnica si affianca quella legale, con l’assistenza di professionisti in caso di controversie o danni subiti online. È inoltre previsto il rimborso delle spese per il supporto psicologico nei casi di disturbo post traumatico da stress legato a cyberbullismo, cyberstalking o revenge porn, così come il rimborso delle spese mediche sostenute a seguito di aggressioni da parte di terzi. Per ottenere tali rimborsi è normalmente necessaria la denuncia alle autorità e la certificazione medica.
Non mancano, tuttavia, le esclusioni: restano fuori dalla copertura, tra l’altro, i danni causati da coniuge o parenti fino al terzo grado, da persone legate da relazioni affettive – salvo il caso di figli minorenni – nonché gli episodi connessi a risse, a cariche pubbliche o all’attività lavorativa dell’assicurato.
Quanto ai costi, la garanzia digitale incide sul premio complessivo della polizza madre; per un pacchetto completo si parte da circa 100 euro l’anno. Una cifra contenuta, alla luce di un rischio che, come indicano i numeri, è ormai parte strutturale della vita online.