
Il mercato assicurativo italiano consolida la ripresa avviata nel post-pandemia e nei primi nove mesi del 2025 raggiunge una raccolta complessiva di 126,2 miliardi di euro, evidenziando una dinamica di crescita che attraversa entrambi i principali comparti, secondo ti comunicati dall’Ivass.
Il comparto Danni si attesta a 36,5 miliardi, segnando il valore più elevato dal 2011 e un incremento del 7% su base annua, mentre il Vita cresce a un ritmo leggermente superiore, pari al +7,2%, portando la raccolta a 89,7 miliardi, anche se con un’intensità più contenuta rispetto all’anno precedente.
Nel segmento Vita emerge con chiarezza il ruolo trainante dei prodotti unit-linked, che registrano una crescita del 20,4% e contribuiscono in modo determinante all’espansione complessiva, raggiungendo 28,7 miliardi; al contrario, il ramo I mostra un aumento più contenuto, pari allo 0,9%, pur mantenendo il peso principale con 56,4 miliardi di premi. Dinamiche positive si osservano anche negli altri rami, con il ramo VI in forte accelerazione (+23,2%) oltre i 3,3 miliardi e il ramo IV in crescita del 12,5%, in un contesto in cui il nuovo business continua ad aumentare per il terzo anno consecutivo, sostenuto soprattutto dalle nuove sottoscrizioni nel comparto unit-linked.
La struttura della raccolta Vita resta fortemente concentrata sui premi unici, che rappresentano l’85,3% del totale e crescono dell’8,1%, mentre i premi periodici si fermano al 14,7%, risultando prevalenti nei prodotti di lungo termine come le coperture Long Term Care; una composizione che riflette la preferenza degli investitori per soluzioni flessibili e legate all’andamento dei mercati finanziari. Parallelamente, l’indicatore standardizzato APE segnala una crescita più contenuta (+4,3%), evidenziando una differenza tra espansione nominale e sviluppo effettivo della nuova produzione.
Sul fronte distributivo, si rafforza il ruolo dei canali bancari e dei consulenti finanziari, la cui quota sale al 17,1%, trainata dalla diffusione delle polizze individuali, mentre si riduce l’incidenza di broker e reti agenziali; fanno eccezione le polizze collettive, dove le agenzie mantengono una posizione dominante, in particolare nei rami III e VI, con un incremento significativo dei volumi.
Nel comparto Danni la crescita si distribuisce in modo equilibrato tra auto e non-auto, con il primo che raggiunge i 15 miliardi (+6,6%) e il secondo che sale a 21,5 miliardi (+7,3%); nel dettaglio, il ramo CVT continua a espandersi (+10,3%) fino a 4 miliardi, mentre la RC Auto, che rappresenta il 73% del comparto, cresce del 5,3%. Nel non-auto si osserva una dinamica diffusa: il comparto Property aumenta del 10,3%, sostenuto in particolare dal ramo Incendio (+17,9%), la Salute cresce dell’8,3% grazie al contributo del ramo Malattia (+12,7%), mentre la Responsabilità Civile Generale registra un incremento più moderato (+1,5%); risultano in espansione anche Tutela e Assistenza (+9%) e Credito e Cauzione (+6,3%).
Dal punto di vista competitivo, il settore Vita resta saldamente nelle mani delle imprese con sede legale in Italia, che detengono il 97,2% della raccolta, mentre la presenza di operatori esteri si riduce sensibilmente; nei Danni, invece, gli stabilimenti di imprese estere mantengono una quota stabile intorno al 15,8%, con una forte specializzazione in rami tecnici come credito, trasporti e aeronautico.
Nel complesso, i dati delineano un mercato in evoluzione, in cui la crescita è sostenuta da una combinazione di fattori – innovazione di prodotto, cambiamento dei canali distributivi e maggiore domanda di protezione – mentre il progressivo riequilibrio tra componente tradizionale e finanziaria nel Vita e la diversificazione del Danni indicano una trasformazione più profonda delle logiche di sviluppo del settore assicurativo italiano.