
L’International Group of P&I Clubs (IG P&I Clubs) ha confermato la possibilità di includere le responsabilità derivanti dalle operazioni di navi autonome, comprese quelle completamente prive di equipaggio, negli accordi di mutual insurance pooling.
La decisione segue l’approvazione del codice IMO sulle Maritime Autonomous Surface Ships (MASS), il primo quadro regolatorio internazionale dedicato alla sicurezza delle navi autonome.
Il codice resterà non obbligatorio fino a circa il 2032, mentre il settore marittimo procede verso una maggiore diffusione delle tecnologie automatizzate.
L’accesso alla copertura sarà comunque valutato caso per caso dai singoli P&I Clubs, considerando il rispetto dei requisiti degli Stati di bandiera e delle società di classificazione.
Il nuovo modello operativo delle MASS modifica la gestione delle responsabilità, spostando parte delle attività dagli equipaggi a operatori remoti e sistemi digitali. Eventuali danni a terzi causati da errori degli operatori dei Remote Operation Centre o dai sistemi di navigazione continueranno a rientrare nelle tradizionali coperture P&I.
Restano invece fuori dall’ambito marittimo le responsabilità legate alle attività a terra, come gli infortuni nei centri di controllo o i danni alle strutture dei ROC, che dovranno essere gestiti con coperture assicurative dedicate.
L’International Group ha inoltre confermato che i rischi cyber dolosi resteranno inclusi nelle coperture mutualistiche, invitando gli armatori a valutare attentamente le nuove esposizioni legate alla crescente digitalizzazione delle operazioni. L’estensione del pooling alle navi autonome rappresenta un passaggio significativo per l’evoluzione dello shipping, offrendo agli operatori maggiore certezza assicurativa nella transizione verso modelli di navigazione automatizzati.