
Marsh ha accolto positivamente la consultazione avviata dalla Prudential Regulation Authority (PRA) e dalla Financial Conduct Authority (FCA) per l’introduzione di un regime normativo britannico dedicato alle captive insurance.
Secondo il broker, la creazione di un quadro normativo proporzionato potrebbe rafforzare il ruolo del Regno Unito come sede onshore per la gestione alternativa dei rischi, offrendo alle imprese nuovi strumenti per aumentare resilienza e capacità di risposta in un contesto caratterizzato da volatilità, rischi emergenti e limitata disponibilità di capacità assicurativa.
Le proposte regolatorie prevedono un modello che consentirebbe alle captive di combinare attività di assicurazione diretta e riassicurazione all’interno della stessa entità giuridica, senza introdurre restrizioni generalizzate sulla proprietà da parte di specifici settori. Il quadro ipotizzato manterrebbe inoltre la possibilità di ricorrere al fronting per le coperture obbligatorie, quando necessario.
Marsh ha inoltre evidenziato il possibile sviluppo delle Protected Cell Companies, strutture societarie che consentono di separare diversi portafogli di rischio all’interno di un unico veicolo assicurativo, mantenendo distinti patrimoni e responsabilità.
Restano tuttavia da chiarire alcuni aspetti, tra cui la disciplina degli employee benefits internazionali, i requisiti per le joint venture e le modalità operative per il trasferimento nel Regno Unito di captive oggi domiciliate all’estero.
James Addington Smith, Chief Executive Officer di Marsh Risk UK, ha sottolineato l’impegno del gruppo nel confronto con autorità e governo britannico per contribuire alla definizione di un sistema pratico e competitivo, capace di consolidare il Regno Unito come domicilio di riferimento per le captive assicurative.