
La seconda wave dell’Osservatorio Look to the Future 2026 di Athora Italia, realizzata con Nomisma, restituisce un quadro nitido delle differenze che attraversano il rapporto degli italiani con il risparmio. Genere, età e area geografica non sono variabili marginali: incidono sulle scelte, sulle percezioni e sulla capacità di costruire un margine economico in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dalla crescita dei consumi.
Negli ultimi dodici mesi l’82 per cento delle donne ha trovato difficile risparmiare e oltre la metà dichiara che le spese assorbono – o superano – le entrate disponibili. L’indebolimento della capacità di accantonare risorse è trasversale, ma raggiunge livelli particolarmente elevati tra gli over 55 e tra i residenti al Sud e nelle Isole, dove la quota di chi segnala difficoltà sfiora il 95 per cento. A mantenere una certa stabilità sono soprattutto gli uomini, gli under 35 e chi vive nel Nord Italia, con percentuali che oscillano tra il 54 e il 60 per cento.
Nonostante l’80 per cento degli italiani giudichi almeno sufficiente la propria condizione economica, metà del campione ritiene inadeguata la liquidità disponibile. La percezione è più marcata nella fascia 35‑54 anni e nel Mezzogiorno, dove il 55 per cento indica una distanza significativa tra risorse e bisogni. In questo scenario, la tutela contro gli imprevisti emerge come driver prioritario, soprattutto per donne, over 55 e residenti al Sud e nelle Isole. Tra i più giovani e nel Nord prevale invece la ricerca di una tranquillità economica di medio periodo.
Gli obiettivi di risparmio mostrano ulteriori differenze. Le spese programmate legate ai viaggi rappresentano la scelta preferita tra le donne e gli over 55, superando anche l’istruzione dei figli, che scivola al quinto posto in particolare nel Mezzogiorno. Parallelamente, la propensione a mantenere i risparmi in forma liquida resta elevata tra le donne e tra chi vive al Sud e nelle Isole, segnalando una preferenza per strumenti percepiti come immediatamente sicuri. La complessità dei prodotti finanziari continua a rappresentare una barriera: il 28 per cento delle donne e il 29 per cento degli under 35 considera gli strumenti di investimento difficili da comprendere.
Tra chi investe, prevale un approccio graduale. I PAC risultano particolarmente diffusi tra gli under 35 e tra gli abitanti del Centro. E tra coloro che conoscono le polizze vita a contenuto finanziario, la fascia 35‑54 anni e i residenti nel Sud e nelle Isole mostrano il maggiore interesse verso soluzioni arricchite da garanzie e servizi accessori, come le coperture in caso di perdita di autosufficienza. I giovani, dal canto loro, sono quelli che più hanno considerato l’idea di investire almeno una volta negli ultimi anni, spesso senza raccogliere informazioni, segnalando autonomia ma anche una certa fragilità informativa.
Guardando ai prossimi dodici mesi, uomini e persone tra i 35 e i 54 anni sono le categorie che manifestano la maggiore probabilità di investire. L’analisi conferma quindi l’esistenza di un mercato potenziale ampio, ma frammentato, in cui le scelte non dipendono solo dalla performance attesa. Protezione, sicurezza, gradualità e controllo restano i criteri decisivi, soprattutto in un contesto che richiede strumenti capaci di adattarsi alle diverse condizioni economiche delle famiglie italiane.