
Un documento che sollecita una serie di azioni collettive – intergovernative, societarie e sociali – volte a salvaguardare i sistemi digitali dagli attacchi cyber.
A siglarla sono state, alla Conferenza sulla sicurezza tenutasi nei giorni scorsi a Monaco, nove grandi aziende di diversi settori: Airbus (aviazione), Allianz (assicurazioni), Daimler (automotive), IBM (tecnologia), NXP (semiconduttori), SGS (ispezione, verifica, analisi e certificazione), Deutsche Telekom (telecomunicazioni) e Siemens (conglomerata attiva in svariati campi).
La “Charter of Trust on Cybersecurity” è articolata in 10 aree di intervento in materia di sicurezza informatica in cui i governi e le imprese dovrebbero recitare un ruolo attivo.
Tra i suggerimenti c’è la richiesta che la responsabilità della cyber security sia assunta ai massimi livelli istituzionali e aziendali, con l’introduzione di un ministero dedicato nei governi e un responsabile della sicurezza delle informazioni presso le compagnie. Si richiede anche alle aziende di stabilire certificazioni obbligatorie e indipendenti (di terze parti) per infrastrutture e soluzioni critiche dove possono emergere situazioni critiche, come ad esempio veicoli autonomi o robot che interagiranno direttamente con l’uomo durante i processi di produzione.
In futuro, le funzioni di sicurezza e protezione dei dati dovranno poi essere preconfigurate come parte delle tecnologie e le normative sulla cyber sicurezza dovranno essere incorporate negli accordi di libero scambio. I firmatari della Carta richiedono infine maggiori sforzi per promuovere la comprensione della sicurezza informatica attraverso l’apprendimento e la formazione continua, nonché l’attivazione di iniziative internazionali sul tema.