
Danno reputazionale, business interruption e violazione o alterazione dei dati. Sono questi i tre motivi principali che spingono i risk manager delle società americane a rivolgersi sempre più spesso al mercato assicurativo per reperire una copertura contro il cyber risk.
È questo il dato più importante che emerge dalla ricerca sui rischi informatici realizzata da Risk Management Society (RIMS). Lo studio ha preso in esame 284 professionisti statunitensi in rappresentanza di industrie con fatturato superiore a 1 miliardo di dollari.
Come abbiamo visto, il danno reputazionale è stato citato dal 79% degli intervistati, seguito dalla business interruption (78%) e dalla violazione o alterazione dei dati (73%).
L’81% degli intervistati ha acquistato una polizza cyber risk stand-alone.
Quello che emerge dall’analisi di RIMS è che ormai le aziende di una certa dimensione sono quotidianamente alle prese con possibili attacchi informatici. “La chiave per mitigare con successo l’impatto di una violazione al sistema informatico, se non a impedirla del tutto, è la conoscenza”, ha affermato Rick Roberts, presidente di RIMS.