
Il broker assicurativo statunitense Lockton richiama l’attenzione sull’estensione dei rischi legati alla Coppa del Mondo FIFA 2026 oltre il perimetro sportivo. L’evento, distribuito tra tre Paesi ospitanti e caratterizzato da una scala senza precedenti, si inserisce in un contesto geopolitico che, secondo l’analisi del broker, amplifica l’esposizione per imprese e operatori collegati alla manifestazione.
Il responsabile globale per i rischi di guerra e terrorismo di Lockton, James Bannister, ha spiegato a Insurance Business come un evento che coinvolge 48 squadre e 104 partite, abbia implicazioni che superano lo sport. Bannister ha osservato che “la scala e la complessità dei Mondiali 2026 sono senza precedenti. Ciò che appare diverso è anche il contesto geopolitico”.
Secondo l’analisi, episodi di tensione già registrati in alcune città ospitanti e le segnalazioni di intelligence su possibili minacce a eventi e infrastrutture evidenziano un quadro in cui la sicurezza non riguarda solo stadi e organizzatori, ma anche aree urbane, trasporti e spazi di aggregazione.
Un punto centrale riguarda la natura diffusa dell’esposizione. Hotel, fornitori, sponsor, broadcaster e attività locali possono trovarsi coinvolti in conseguenze economiche e legali anche senza un ruolo diretto nella gestione dell’evento. Il rischio non si limita ai danni materiali, ma si estende a interruzioni operative, obblighi contrattuali e impatti reputazionali.
Nel commento di James Bannister emerge anche la sottovalutazione strutturale di queste dinamiche da parte di molte imprese. “Molte aziende assumono che il rischio principale ricada su organizzatori e stadi. In realtà, anche hotel, fornitori e media possono essere esposti a interruzioni e perdite finanziarie”.
Particolarmente sensibili risultano le cosiddette aree “soft target”, come fan zone e snodi di trasporto, dove la concentrazione di pubblico aumenta la vulnerabilità a eventi improvvisi. In questi contesti, anche incidenti non prevedibili possono generare chiusure forzate e blocchi operativi con effetti immediati sui ricavi.
Un ulteriore livello di complessità riguarda la responsabilità legale. Anche in assenza di negligenza diretta, la sola inclusione in procedimenti giudiziari può generare costi difensivi rilevanti. Secondo l’analisi del settore, tali spese possono raggiungere livelli significativi quando le imprese vengono coinvolte in contenziosi legati a eventi di sicurezza o ordine pubblico.
Il fenomeno si amplifica con la scala dell’evento. Milioni di spettatori, attività distribuite su tre Paesi e una rete articolata di fornitori creano un sistema esposto a interazioni multiple tra rischi operativi, tecnologici e politici. In questo contesto, anche un singolo evento può innescare effetti a catena su più livelli.
La riflessione si estende alla resilienza aziendale, sempre più orientata a modelli integrati. Le minacce non sono più isolate: un incidente informatico può compromettere sistemi di sicurezza, una protesta può bloccare infrastrutture, condizioni meteorologiche estreme possono ostacolare la gestione delle emergenze.