
I risultati finanziari dei grandi player della sicurezza informatica offrono indicatori preziosi per valutare l'evoluzione dei rischi sistemici che impattano sulle aziende e sul mercato assicurativo cyber. ESET ha archiviato l'esercizio 2025 con ricavi pari a 733 milioni di euro - in crescita del 6% su base annua, che sale all'8% a tassi di cambio fissi - e un EBITDA di 105 milioni di euro.
Le performance sono state sostenute dal segmento business e da un comparto consumer sopra le aspettative, confermando la solidità del modello di business basato su uno stack tecnologico sviluppato interamente in-house.
La spinta principale è giunta dalla domanda delle grandi organizzazioni e degli operatori di infrastrutture critiche, mercati in cui la protezione dei dati si intreccia con stringenti requisiti normativi. “Il rapido cambiamento tecnologico e le crescenti tensioni geopolitiche hanno continuato a ridefinire il segmento della cybersecurity nel 2025,” ha dichiarato Richard Marko, CEO di ESET, evidenziando come queste dinamiche abbiano accelerato la richiesta di vendor indipendenti.
Nel corso dell'anno l'azienda ha potenziato l'integrazione dell'intelligenza artificiale per ottimizzare le operazioni di sicurezza e contrastare minacce evolute - come PromptLock, il primo ransomware basato su AI individuato dai ricercatori del gruppo - espandendo al contempo la propria presenza fisica nel Nord Europa con la nuova sede di Copenaghen. La stabilità del team di esperti e i tassi di protezione validati da analisti indipendenti posizionano la struttura come partner strategico per la continuità operativa aziendale.