
Nel secondo trimestre del 2026 il mercato dei finanziamenti mostra un aggiustamento dopo la fase di riduzione dei tassi osservata tra il 2024 e il 2025. Il quadro, secondo Segugio.it, evidenzia un incremento del costo medio del credito nei prestiti personali e movimenti più contenuti nel comparto delle cessioni del quinto.
Il TAEG medio dei prestiti personali sale all’8,39%, contro l’8,06% del trimestre precedente. Un rialzo che riporta il dato su livelli vicini al terzo trimestre 2025 e che si riflette anche sulle scelte dei richiedenti, più orientati a ridurre importi e durata dei finanziamenti. In parallelo, le cessioni del quinto registrano dinamiche differenziate: per dipendenti pubblici il tasso medio sale al 5,71%, per i privati al 6,75%, mentre per i pensionati si osserva una riduzione al 7,84%.
Secondo Matteo Favaro, la fase attuale segue una discontinuità rispetto all’anno precedente. “Il 2025 è stato caratterizzato da un calo dei tassi, mentre nel secondo trimestre 2026 si osserva un aumento dei valori medi. L’incremento del TAEG sui prestiti personali sta influenzando anche le richieste, con importi più contenuti per gestire la rata mensile e una maggiore attenzione alla finalità liquidità”, ha affermato il dirigente.
Sul fronte della domanda, la finalità “Liquidità” cresce in modo marcato e raggiunge il 36,6% delle richieste, contro il 28,9% del trimestre precedente. Seguono il consolidamento debiti al 17,8% e l’acquisto di auto usate al 17,5%, entrambe in flessione.
La contrazione degli importi medi richiesti è un altro elemento rilevante. Il valore scende a 11.200 euro, in calo rispetto ai 12.600 euro del primo trimestre 2026. Le richieste superiori a 20.000 euro diminuiscono del 20,9%, mentre cresce la fascia sotto i 5.000 euro, che arriva al 36,4% del totale. Il consolidamento resta la finalità con importi medi più elevati, pari a 17.900 euro, mentre la liquidità si colloca su 8.700 euro.
Anche la durata dei prestiti si accorcia, passando da 5 anni e 7 mesi a 5 anni e 4 mesi. Il movimento è coerente con un contesto di tassi più elevati, che spinge verso scelte più conservative. Sul piano demografico, l’età media dei richiedenti scende leggermente a 44 anni e 7 mesi, con una crescita della quota under 36.
Nel comparto delle cessioni del quinto si osserva un riequilibrio delle richieste. I dipendenti privati restano la componente principale con il 40%, ma in calo rispetto al trimestre precedente. Cresce invece il peso dei pensionati, che salgono al 31,8%, mentre i dipendenti pubblici restano stabili al 28,1%.
Sul piano territoriale la distribuzione resta invariata, con il Nord Italia al 44,6% delle richieste, seguito da Sud e Isole e dal Centro. Anche gli importi medi mostrano un arretramento, attestandosi a 21.670 euro complessivi, con i valori più alti registrati tra i dipendenti pubblici.
Il mercato entra così in una fase di riequilibrio, dove il costo del credito incide in modo più diretto sulle scelte dei consumatori, sia in termini di importo sia di durata dei finanziamenti.