UK
Il mercato delle assicurazioni auto nel Regno Unito sta affrontando una fase di trasformazione legata all’ingresso dei marchi automobilistici cinesi e all’invecchiamento del parco circolante. È quanto emerge dal LexisNexis Insurance Demand Meter U.K. H2 2025, che evidenzia nuove sfide per gli assicuratori nella definizione delle tariffe e nella valutazione dei rischi.
Anche un’auto ferma in officina può generare obblighi assicurativi. Lo dimostra il caso di Ed Sheeran, condannato nel Regno Unito per non aver assicurato la propria Aston Martin del 1966 mentre era sottoposta a un intervento di restauro e conversione in veicolo elettrico.
Marsh ha accolto positivamente la consultazione avviata dalla Prudential Regulation Authority (PRA) e dalla Financial Conduct Authority (FCA) per l’introduzione di un regime normativo britannico dedicato alle captive insurance.
ANV Group Holdings ha completato l’acquisizione di Iris Insurance Brokers Ltd., piattaforma londinese specializzata nella distribuzione assicurativa. L’operazione, annunciata inizialmente a marzo 2026, ha ottenuto tutte le autorizzazioni regolamentari necessarie.
Il rischio climatico sta incidendo sempre più sui valori immobiliari nel Regno Unito, con effetti che potrebbero essere sottostimati dai tradizionali modelli utilizzati da banche e finanziatori. È quanto emerge da uno studio realizzato da PriceHubble e MIAC Analytics, secondo cui gli immobili esposti al più elevato rischio di alluvione sono stati venduti nel 2024 con uno sconto medio del 2,1% rispetto ai valori di mercato locali.
Nel settore assicurativo emerge un nuovo fronte di rischio legato alla diffusione delle sigarette elettroniche e dei dispositivi a base di nicotina. I dati raccolti nel Regno Unito mostrano un incremento significativo degli incendi correlati a e-cigarette, con implicazioni dirette per la valutazione dei sinistri e per la gestione del rischio da parte delle compagnie.
Il mercato assicurativo britannico continua a mostrare un dinamismo occupazionale sostenuto, ma con un equilibrio sempre più fragile tra nuove assunzioni e capacità di trattenere le risorse.
Semplificazione, chiarezza e proporzionalità. Sono queste le parole chiave del Manifesto 2026 della British Insurance Brokers' Association (BIBA), che sotto il tema della “resilienza economica” propone una roadmap in dieci punti per rafforzare il ruolo dei broker a sostegno di clienti ed economia reale.
Nelle abitazioni del Regno Unito sono oggi attivi in media dodici dispositivi connessi alla rete domestica. Smartphone, smart TV, assistenti vocali, sistemi di videosorveglianza, elettrodomestici intelligenti. Una densità digitale ormai ordinaria, che però non si accompagna a un’adeguata consapevolezza dei rischi.
Londra continua a guardare dall’alto il resto del mondo, almeno secondo il report della City of London Corporation, che per il quarto anno consecutivo la incorona come principale centro finanziario globale.
Quasi la metà delle piccole imprese del settore finanziario e assicurativo nel Regno Unito ha subito un attacco informatico nell’ultimo anno, secondo un’analisi di money.co.uk basata su dati governativi.
Il mercato delle managing general agents (MGA) nel Regno Unito sta entrando in una fase di forte selezione. Secondo quanto riferisce Insurance Business, la competizione si sta intensificando e ciò spinge i broker a essere più esigenti e la differenza tra operatori specializzati e generalisti si fa sempre più netta.
Il gruppo di brokeraggio francese, Diot-Siaci, sceglie Londra come trampolino per consolidare la propria presenza internazionale. Nasce così Diot-Siaci Global Markets, una nuova controllata che punta dritto ai rischi complessi e ai clienti internazionali, con l’ambizione dichiarata di diventare l’alternativa franco-europea ai grandi broker globali.
I livelli di stress tra gli intermediari assicurativi del Regno Unito hanno raggiunto il loro picco più alto dal 2019, secondo una recente ricerca condotta dall’assicuratore specializzato Ecclesiastical in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 ottobre).
Nel Regno Unito il 2025 si chiude con un dato che preoccupa: il 90% delle imprese ha subito ritardi nei pagamenti, e il 44% li registra con maggiore frequenza rispetto al passato. A dirlo è Coface, leader nell’assicurazione dei crediti, che ha pubblicato la prima edizione della sua indagine sul comportamento di pagamento delle aziende britanniche, evidenziando come il fenomeno sia più acuto rispetto a Francia, Germania e Polonia, e persino rispetto ad Asia e America Latina.