Sanità
La sanità pubblica italiana, fiore all’occhiello per tanti anni del nostro sistema di welfare, rischia seriamente di divenire un lusso per una piccola élite. Anzi, lo sta già diventando, anche se ammetterlo suonerebbe estremamente impopolare. I servizi assistenziali sono infatti considerati dagli italiani alla stregua dei beni di lusso e quindi inseriti fra le spese da tagliare o rimandare a un periodo economico più favorevole.
Il governo indiano sta lavorando a un nuovo modello di assicurazione sanitaria pubblica, all’interno del programma Universal Health Assurance Mission (UHAM), al fine di incrementare il livello coperture sanitarie in tutto il Paese.
La riforma della pubblica amministrazione messa in cantiere dal governo Renzi cambia anche il settore della sanità. Il decreto legge e il disegno di legge delega approvati dal Consiglio dei ministri introduce importanti novità: dalla validità delle ricette per i malati cronici al superamento dell’obbligo di assicurazione per i medici del sistema sanitario nazionale, dalla semplificazione delle procedure per le autorizzazioni necessarie per l’apertura di nuove strutture sanitarie alla selezione unica nazionale per la nomina dei direttori generali.
Condotta restrittiva della libera concorrenza nel settore della sanità quella messa in atto da Unipol (subentrata alla Navale), Primogest e HDI Gerling. È quanto sostiene il Consiglio di Stato nella sentenza depositata venerdì 13 giugno che in merito alla vicenda riguardante una serie di gare nel settore assicurativo della sanità della Regione Campania così si esprime: “Tasselli di un unico mosaico che compongono un disegno unitario qualificabile come intesa restrittiva della libertà di concorrenza”.
Ammonta a oltre 1 miliardo di euro il danno per lo Stato derivante da una molteplicità di truffe nel comparto sanitario. Emerge dal rapporto della GdF per il 2013 anticipato dal Corriere della Sera.