Cambiamenti climatici
L’impegno in materia di politiche ambientali tra i Paesi in via di sviluppo è più forte tra quelli più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici e con i governi più efficienti, mentre è più debole tra quelli che dipendono dagli introiti dei combustibili fossili. È quanto emerge da una nuova analisi di Oxford Analytica e WTW (NASDAQ: WTW), società leader a livello globale nella consulenza, brokeraggio e offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni.
Nel 2021 più di 600.000 ettari sono andati in fumo nei sei paesi euro-mediterranei di Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Grecia e Turchia, una superficie ben superiore alla media dei decenni precedenti, come già era accaduto nel 2017 e nel 2020.
Le catastrofi ambientali sono una delle principali sfide del futuro per il settore assicurativo. Si calcola che a livello globale gli incidenti ambientali hanno comportato perdite per 343 miliardi di dollari nel 2021, di cui solo il 38% assicurate. L’innovazione digitale può aiutare gli assicuratori a sviluppare soluzioni in grado di realizzare analisi predittive per supportare la filiera contro gli effetti del cambiamento climatico.
Gli italiani sono sempre più consapevoli degli effetti del cambiamento climatico e sono disposti a modificare comportamenti, stili di vita e scelte d’acquisto in ottica sostenibile. Inoltre, in termini di transizione ecologica, i cittadini ritengono che abbiano un ruolo chiave le imprese private, assicurazioni in primis.
Nel 2021 le catastrofi naturali hanno provocato danni economici per 270 miliardi di dollari a livello globale. Si tratta di un aumento del 33% rispetto ai 203 miliardi dell’anno precedente.
Per sensibilizzare sul tema del risparmio energetico e dei cambiamenti climatici, Allianz spa aderisce anche quest’anno a due iniziative simboliche in difesa del pianeta.
Dall’inizio dell’anno si sono contate in Italia ben 20 bufere di vento tra raffiche violente, trombe d’aria e tornado che hanno causato danni e feriti in campagna ed in città.
Il 96% dei vertici aziendali italiani ritiene che sia già in atto un’emergenza climatica globale. Ben 8 manager su 10 hanno dichiarato che le loro aziende sono state colpite da eventi climatici estremi nel corso dell’ultimo anno.
Alla fine del primo semestre 2021, il 32% degli impieghi bancari di famiglie e imprese italiane sono stati erogati in territori esposti a un elevato rischio di eventi climatici acuti.
Sono aumentate del 29% le bufere di venti in Italia nell’ultimo anno tra raffiche violente, trombe d’aria e tornado che hanno causato danni e vittime in città e campagne.
Con il mondo che entra nel terzo anno della pandemia, non è il Covid bensì i rischi legati al clima, le crescenti fratture sociali e il cyber risk in cima alle preoccupazioni del mondo. A dirlo è il Global Risks Report 2022 del World Economic Forum.
Un nuovo studio del MIT pubblicato da “Nature Communications” aggiorna il dibattito sulle variazioni del numero di perturbazioni tropicali e le sue cause, argomento finora controverso per la scarsa affidabilità dei dati storici. Lo studio rileva infatti che gli uragani sono davvero diventati più frequenti nell’Atlantico del nord negli ultimi 150 anni. E la causa è proprio il cambiamento climatico.
Vertiv, provider globale di infrastrutture digitali critiche e soluzioni di continuità, ha comunicato le indicazioni sui principali trend dei data center nel 2022, caratterizzate da un notevole aumento delle misure volte a promuovere la sostenibilità e a contrastare la crisi climatica.
Dal 2010 al 1° novembre 2021, nella Penisola sono 1.118 gli eventi estremi registrati sulla mappa del rischio climatico, 133 nell’ultimo anno, segnando un +17,2% rispetto alla passata edizione del rapporto.
Il settore assicurativo deve adeguare i suoi modelli di pricing per i rischi catastrofali alla luce delle crescenti perdite e del cambiamento climatico.