Cyber Risk
Molte aziende “stanno investendo in sicurezza informatica indipendentemente dal ROI (il 63% nel 2017 rispetto al 56% del 2016), il costo medio di un incidente di sicurezza informatica è in crescita”.
Secondo un report di P & S Market Research, provider di servizi di ricerca strategica e di consulenza, il mercato globale della cyber insurance è destinato a crescere nei prossimi anni fino a raggiungere quota 16,9 miliardi di dollari entro il 2023, con un incremento annuo del 23%.
L’edizione 2017 dell’EMEA Cyber Risk Transfer Comparison Report realizzata da Aon - primo gruppo in Italia e nel mondo nella consulenza dei rischi e delle risorse umane, nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa - in collaborazione con il Ponemon Institute - società leader di ricerca sulla privacy, protezione dei dati e la sicurezza delle informazioni - rivela come nonostante le aziende riconoscano il crescente valore della tecnologia e dei dati rispetto agli asset “materiali”, spendano quattro volte in più per le coperture assicurative di rischi relativi a proprietà immobiliari, stabilimenti e attrezzature.
La risposta al cyber crimine? Potrebbe risiedere in polizze assicurative ad hoc: negli USA, lo stato senz’altro più all’avanguardia nel mondo nella lotta ai reati informatici, quasi un’azienda su 3 ne possiede una. È quanto emerge da un report di BDO, network globale di revisione contabile e consulenza alle imprese, che sottolinea: prevenire totalmente un cyber attacco non è possibile, le coperture assicurative possono servire proprio a tutelarsi nei confronti di accadimenti che non possono essere in alcun modo previsti con anticipo.
Il broker milanese Mansutti lancia sul mercato il programma assicurativo Cyber 4.0. Da oltre 20 anni la società di brokeraggio segue da vicino le tematiche inerenti la sicurezza informatica.
Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS), centro di competenza assicurativa del Gruppo Allianz per il business corporate, si è associata alla statunitense Cyence per spingere al massimo le proprie capacità di analisi del rischio cyber a livello mondiale.
Secondo una recente indagine condotta da Willis Re, circa la metà dei professionisti del settore ha dichiarato di percepire l’esposizione al rischio informatico “silente”, previsto in crescita durante il prossimo anno e che potrebbe causare delle potenziali perdite a causa delle polizze assicurative non concepite in modo specifico per coprire il rischio informatico.
Aon, primo gruppo in Italia e nel mondo nella consulenza dei rischi e delle risorse umane, nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa, annuncia di aver siglato una partnership con il gruppo RHEA, uno dei principali fornitori di soluzioni ingegneristiche per i settori Aerospace e Difesa e della Sicurezza con importanti competenze nell’ambito della cyber- security. L’obiettivo di tale accordo è supportare in Italia i processi decisionali di aziende di grandi dimensioni e quelle ad alta complessità nella quantificazione e gestione dei rischi cyber.
L’Ivass ha avviato un’indagine conoscitiva sul grado di preparazione degli agenti e dei broker assicurativi nel gestire i rischi cyber e l’integrità dei dati e delle informazioni.
Secondo la rilevazione Global Threat Impact Index di giugno realizzata da Check Point Software Technologies, l’Italia è il 42° Paese al mondo più attaccato dagli hacker. Un peggioramento di ben otto posizioni (era al 50° posto nella precedente rilevazione) che certifica la crescente esposizione di aziende, amministrazione pubblica e cittadini ai cyber risk.
La percezione sui potenziali danni del cyber risk si sta velocemente diffondendo a livello globale sull’onda dei recenti attacchi dei pirati informatici. Contestualmente cresce la domanda di coperture assicurative per questa tipologia di rischi, soprattutto da parte delle aziende maggiormente strutturate.
Un cyber attack di portata mondiale potrebbe causare perdite economiche del valore di 53 miliardi di dollari. Una somma enorme, più o meno simile agli effetti prodotti nel 2012 dal ciclone Sandy.
La digitalizzazione delle informazioni e degli archivi, la diffusione dei social network, dei dispositivi mobili, delle tecnologie wi-fi e dei servizi cloud hanno contribuito a un sensibile aumento della vulnerabilità dei sistemi informatici e di conseguenza di attacchi cyber.
Secondo l’ultimo report di A.M. Best sul mercato assicurativo statunitense Property & Casualty, le coperture per i cyber risk sono ormai diventate un importante driver di crescita per le compagnie statunitensi P&C.
La Liguria, con una denuncia all’autorità giudiziaria ogni 246 abitanti, è la regione italiana con la più elevata frequenza di reati informatici, seguita da Molise (con 1 denuncia ogni 290 residenti) e Valle d’Aosta (1/294). È quanto emerge da un’analisi condotta da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che con “Difesa Web” assiste in giudizio i cittadini vittime di frodi informatiche e fornisce strumenti di monitoraggio per prevenire furti d’identità e altre truffe online.