Coface
Ostacolata da regolamentazioni sempre più stringenti, in particolare per ragioni ambientali, l’industria automobilistica mondiale sta attraversando un periodo di recessione ed è costretta a reinventarsi.
Coface in Italia si riconferma protagonista agli International Finance Insurance Award: il Gruppo è stato infatti insignito del premio come “Miglior Compagnia nell’Assicurazione del Credito per il 2019”.
Paesi Bassi: qual è il segreto del commercio olandese? Aumento del protezionismo in Cina e negli Stati Uniti, Brexit, contrazione del commercio mondiale, ma l’economia olandese resta sorprendentemente dinamica, nonostante le nubi che si accumulano all’orizzonte.
L'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha fissato un limite dello 0,5% per le emissioni di zolfo a bordo delle navi (o 5 kg di zolfo per tonnellata metrica di combustibile). La nuova normativa, denominata IMO 2020, entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2020 e sostituirà quella attualmente in vigore con limite del 3,5%.
Malgrado il miglioramento delle performance economiche dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), le condizioni monetarie e finanziarie risultano più restrittive rispetto al 2015. L’accesso al finanziamento è una delle questioni chiave per le imprese, in particolare per le PMI. Secondo gli analisti di Coface, la crescita dei prestiti nella regione ha registrato una lieve ripresa ma rimane comunque inferiore alla media storica.
Coface e Banco di Desio hanno siglato a Milano un nuovo accordo accordo di collaborazione che prevede la promozione delle polizze assicurative Credito e Cauzioni e dei nuovi servizi informativi di Coface presso le imprese clienti di Banco di Desio che – grazie all’accordo – potranno accedere a tutta l’offerta ed ai prodotti di Coface in Italia a sostegno dello sviluppo e della protezione del business.
Negli ultimi decenni, i paesi del continente africano sono stati costantemente segnati da conflitti di intensità e natura differenti, portando a un calo di investimenti e flussi commerciali che ritardano lo sviluppo di alcuni di essi. Nell’ultimo panorama sui rischi politici, Coface analizza l’Africa ed evidenzia non solo le recenti tendenze in termini di conflitti, ma anche i rischi di instabilità che colpiscono lo sviluppo economico della regione.
Per il sesto anno consecutivo, Coface è stata premiata ai Le Fonti Awards come “Eccellenza dell’anno – Assicurazione del Credito” e a Ernesto De Martinis è andato il riconoscimento “CEO dell’Anno” nel settore per il terzo anno di seguito.
In linea con l’ambizione strategica di crescere in nuovi mercati promettenti, Coface lancia l’offerta di assicurazione dei crediti in Grecia, dopo aver ottenuto la licenza da parte dell’autorità regolamentare greca per operare in qualità di assicuratore del credito.
Coface ha celebrato i 30 anni di attività in Italia presso l’Auditorium della sede milanese della Compagnia.
Un crescente numero di ostacoli, come il rischio politico in aumento, l’elevata volatilità dei prezzi delle materie prime, e vincoli di offerta, hanno innescato un rallentamento della crescita mondiale alla fine del 2018, e proiettano ombre sulle prospettive per il 2019 (3% nel 2019, dopo 3,2% nel 2018 e 2017).
Performance commerciali molto positive per Coface in Italia. La compagnia multinazionale operante nel settore dei crediti commerciali e delle cauzioni, ha infatti chiuso il 2018 con un risultati migliori delle previsioni, nonostante le persistenti difficoltà del contesto economico.
Nel terzo trimestre 2018, dopo due anni di quiete, le imprese francesi hanno assistito a un’inversione di tendenza con un aumento del numero di insolvenze del 2,3% (rispetto allo stesso trimestre del 2017), in linea con il rallentamento della crescita (1,6% nel 2018) e dei consumi.
Quando si tratta di esaminare i rischi a cui l’economia cinese è esposta, gran parte delle discussioni si focalizzano sulle società pubbliche o i grandi conglomerati privati.
Attualmente il numero di misure protezioniste messe in atto nel mondo è 2,5 volte1 più elevato rispetto al 2010. Nella maggior parte delle economie avanzate (Stati Uniti, Europa occidentale, Giappone, Canada, Australia) e in molti dei grandi emergenti (Brasile, Argentina, India), la quota di importazioni colpite dalle misure protezioniste è superiore alla quota di quelle che beneficiano delle misure favorevoli.